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EX mulino Oberti Carmelino

mulino1L' intervento in progetto è volto a restaurare L'ex Mulino Oberti Carmelino, sito in Via V. Veneto all' interno del centro storico di Cedrasco.
Si prevede un intervento conservativo per rallentare il degrado, che in questi ultimi anni si è fatto più preoccupante, soprattutto per quanto riguarda la copertura e i solai. Il restauro conservativo, oltre a rivalutare il fabbricato, conservando le sue originali funzioni, si interessa anche del territorio circostante per rivalorizzare le tradizioni, gli usi e costumi della popolazione locale.
Il progetto rispecchia gli obiettivi e le finalità  proposte dal Piano di Recupero del Centro Storico di Cedrasco. L' Amministrazione Pubblica per evitare lo spopolamento, nel centro storico, concede agli abitanti la possibilità  di recuperare gli edifici, per nuove abitazioni, limitando l''uso delle aree esterne a vantaggio della salvaguardia del territorio comunale, attraverso interventi di recupero e di cambio di destinazione d' uso. Nello stesso tempo l'amministrazione non vuole giustificare una dissennata speculazione edilizia per i fini abitativi; ma vuole recuperare i valori storici ed artistici dei beni che costituiscono un importante fattore culturale ed ambientale. In quest'ottica si inseriscono dei progetti speciali per favorire il recupero del centro storico e la sua fruizione da parte dei residenti.


Gli interventi individuati sono i seguenti:
PIAZZA: Progetto volto alla riqualificazione della piazza principale del paese.
PASSEGGIATA: Prevede la realizzazione di alcuni passaggi pedonali, di notevole interesse paesaggistico, che collegano il centro storico con il torrente Cervio.
PAVIMENTAZIONI: Si intende sistemare e ripristinare gli originali percorsi pedonali, all' Interno del centro storico, con le antiche pavimentazioni in lastre di pietra, ora sostituite con l' asfalto.
PROGETTO ACQUA: Il centro storico del Comune di Cedrasco è attraversato da alcune rogge derivate dal torrente Cervio, per sfruttare la forza idraulica dell'acqua. Lungo la derivazione principale si trova il mulino, oggetto del nostro intervento. Il progetto si occuperà  del restauro dell'edificio e della sua visibilità .

DESCRIZIONE DELLO STATO DI FATTO
A) INQUADRAMENTO STORICO

mulino2"Il contadino in Valtellina è stato considerato spesso solo per le sue attività  elementari, di sussistenza, di agricoltura e allevamento, quasi che con esse si identificasse negli aspetti più materiali. Una certa analisi retrospettiva della vita provinciale fa soprattutto emergere i lati poveri, inconsistenti, di un quotidiano vissuto con ripetitività  e senso meschino della tradizione. Eppure è solo mancanza di conoscenza la nostra, ignoranza sulla struttura stessa del territorio in cui viviamo. Restando nell'ambito della cosidetta cultura materiale vorremmo qui accennare ad un aspetto poco valorizzato oggi, in un momento in cui prevale l'interesse, piuttosto, per quella ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE (la scienza che studia i resti abbandonati dei primi opifici, i primi quartieri e le prime case operaie e che dovrebbe poi rappresentare la radice della società  moderna tecnologica). Si tratta dell'INDUSTRIA AGRICOLA. Visitando le contrade di fondovalle o dଠalta montagna, ci si puಠfacilmente rendere conto di quanto questo termine sia anche per la provincia di Sondrio esatto. Per quanto sicuramente meno complessa della nostra la vita rurale delle comunità  della Valtellina di un secolo fa , da Caiolo a Fusine , da Mazzo a Tartano non puಠessere esaurientemente ricostruita senza esaminare in profondità  le forme varie di uso e sfruttamento del territorio che ne erano il perno." (1)
Analizzando più attentamente il territorio ci accorgiamo delle numerose ricchezze, di "industrie agricole", presenti ,che al giorno d' oggi non sono più utilizzate e valorizzate, che ci testimoniano la genialità  dei nostri antenati e delle loro antiche tecniche di lavorazione artigianale. Non rivalutandole rischiamo di perdere un bagaglio di ricchezze storiche notevoli.
La prima testimonianza di queste notevoli ricchezze la troviamo nell' ESTIMO di VALTELLINA del 1531, dove si trovano enumerati singolarmente i mulini e le pile delle comunità  valtellinesi ( Allegato B), il quale rappresenta un punto di riferimento interessante per verificare la distribuzione sul territorio di questi "reperti agricoli".
Lo slancio medievale di questo settore dell' uso delle acque, è stato verificato due secoli dopo, con la opera del Prof. Scaramellini, tra la fine del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX, in una Tabella delle seghe ad acqua "˜ esistenti nel Dipartimento dell' Adda, dove ritroviamo più o meno lo stesso numero di mulini ad acqua di quanto censito nello Estimo dei "Tre Terzieri".
Il cambiamento dei costumi ed il venir meno dei villaggi nelle loro struttura sociale e la scomparsa dei fini economici, ha contribuito in questi ultimi decenni all' estinguersi della gran parte dei  mulini.
Il Mulino Oberti Carmelino è costituito da un edificio su due piani, all' interno sono ancora presenti i meccanismi in legno. Sul fronte Nord, al di sotto della finestra rotonda troviamo la data dei probabili interventi edilizi sul fabbricato, avvenuti nel 1886, vi è poi un' altra scritta a piano terra "Mulino n.56 - del 1934".
Alcune parti dell' edificio come le scale sul fronte Nord e il terrazzo ( opere in c.a. ) sono senza dubbio opere più recenti cosଠcome l'accessorio situato a Nord-Ovest, di cui ora rimangono solo alcuni tratti di muratura, come emerge dall' Allegato "A" (estratto di mappa del cessato catasto 1855); che testimonia il fatto dell' esistenza del fabbricato principale a tale data.
Venuta meno la sua funzione, intorno agli anni 60, fu di conseguenza interrata la roggia che forniva la acqua, ed eliminata la ruota che si trovava sul fronte Ovest, con il conseguente deterioramento della struttura.
Comune di Cedrasco, che ha acquistato da privati nell 1997 è contrassegnato al catasto terreni di tale Comune al Fg.6 mapp. 163.
L' immobile occupa una superficie di mq. 28 e lo spazio esterno di mq. 60 con pavimentazione in terra battuta. A Nord confina con la piazza centrale del paese.

NOTE:
(I)"L' acqua come risorsa: ovvero testimonianze di "industria rurale" in Valtellina." di Dario Benetti su Quaderni Valtellinesi 1984 pg.13-19.
(2)" La Valtellina fra il XVIII e il XIX secolo" di Guglielmo Scaramellini; Torino 1978.

B) SITUAZIONE ESISTENTE
mulino3L' indagine sullo stato di conservazione del Mulino ha evidenziato alcune situazioni di particolare degrado che richiedono interventi di conservazione non più rinviabili nel tempo. Dal punto di vista strutturale l'intero corpo di fabbrica non presenta danni tali da poter comprometterne la stabilità .
Il mulino ha una forma rettangolare e le murature sono in pietra locale.
Il pavimento a piano terra è ha due livelli, la parte rialzata, probabile luogo di lavoro, è in lastre di pietra locale; nella parte bassa troviamo i resti del vecchio mulino. Su tutto il piano troviamo materiale di risulta.
Il solaio del primo piano si trova in sufficienti condizioni, è in legno con travi squadrate a mano, con soprastante assito di lance e castano; al piano sottotetto si trova l'altro solaio in legno, che ha la stessa tipologia ma perಠè in pessime condizioni.
La copertura è in legno con travi, assitto e manto di copertura in piode della Valmalenco, posate in modo irregolare. La gronda sui prospetti Ovest, Est e Sud sporge di 30/40 cm. con l'assitto e le piode mentre sul prospetto Nord sporge di I m.
L'orditura della copertura è completamente degradata, per il manifestarsi incessante delle azioni trasformatrici chimiche e biologiche della forza della natura.
La presenza dell'umidità  sulle murature; dovuta sia a risalita per capillarità , che per infiltrazioni causate dal degrado della copertura hanno causato l'ammaloramento dell'intonaco in alcune zone puntuali dell'edificio.

Evidenziamo tre tipi di intonaco:
1) Intonaco a rasopietra sui prospetti esterni Est,Sud e Qvest.
2) Intonaco strollato sul prospetto esterno Nord.
3) Intonaco di finitura interno.

mulino4Si riscontrano piccole lacune del materiale litoide sul prospetto nord, sotto l'apertura, e sul prospetto Interno ovest,  probabilmente causate dall'uomo.
I serramenti ancora esistenti sono parzialmente degradati, mentre le due finestre al piano terra, ne sono attualmente prive. Le aperture hanno i voltini in legno e sono in condizioni buone. I davanzali sono in pietra locale e le inferiate in ferro. Si evidenzia inoltre una fessura longitudinale superficiale che corre tra una finestra e l'altra.
Sul prospetto Sud abbiamo una apertura circolare in alto.
Il prospetto Ovest ha un un balcone in cemento armato , opera sicuramente posteriore alla costruzione, che riparava La ruota del mulino. La porta che da su tale balcone in legno ed è parzialmente degradata.
Sul prospetto Nord , sono visibili le due scritte, una che riporta l'anno di costruzione 1886, l'altra, a piano terra, con scritto Mulino n.56 del 1934.
Le due porte, sui due piani, sono in legno massiccio. La finestra ha il davanzale in pietra locale e le inferiate, a forma romboidale, in ferro. Inoltre sulla sommità  riscontriamo una apertura circolare, con cornice intonacata.
La scala, che unisce i due piani, ed il balcone sono stati recentemente rifatti in cemento armato.