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Immacolata al Maggengo (ai Campelli)

immacolata1La piccola cappella risale al XVIII secolo, ma è stata ampliata col portico nel 1934 e decorata nel 1970. Anche se di modestissime dimensioni la chiesetta si presenta attualmente ben strutturata con il portico con archi a tutto sesto che forma, con il piccolo tempietto, la pianta a croce latina. All'interno v'è un piccolo altare e sulla parete di fondo rispecchia la statua della Vergine onorata e riverita dai cacciatori e dal popolo di Cedrasco fino nel passato, come evidenziato dalle scritte interne e sulla facciata d'ingresso e che qui si riportano.

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Maria Ausiliatrice (privata)

ausiliatrice1La chiesa risale al 1919 e si trova in località Gherbiscione, piccola frazione del comune di Cedrasco, in prossimità dell'Adda. L'aula e la zona altare hanno il soffitto a botte. La zona altare è sopraelevata e divisa da due piccole balaustre. Sopra l'altare è in evidenza la statua della Madonna. La pianta è simmetrica in ogni sua parte. Le lesene esterne sugli angoli della facciata, si raccordano con una cornice che si conclude nel sottotetto. La copertura è a due falde. La chiesetta necessita di un intervento di restauro conservativo: alle pareti si notano infatti cadute di pitturazione e stacchi d'intonaco. Il piccolo tem-pio è comunque funzionante e rispettato.
La facciata, a semplice capanna, è caratterizzato da una cornice sporgente, con dentelli romanici.
L'ingresso granitico è sormontato da un frantoncino a tutto sosto entro il quale vi è la scritta MARIA AUSILIATRICE/PREGA PER NOI.
Sopra l'ingresso risalta una monofora a forma di croce.
Sul colmo della facciata vi è una croce n ferro.
La festa dell'Ausiliatrice è il 24 maggio.

ausiliatrice2

S. Anna

anna1La chiesa sorse a partire dal 1618 su progetto del mastro Gaspare Aprile di Carona (Lugano) che progettò anche l‘ampliamento della chiesa di S. Martino a Castione, S. Luigi di Sano, S. Rocco a Delebio e predispose l'ampliamento della parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio di Bormio. La pianta è a croce latina con due cappelle laterali simmetriche sopra elevate di un gradino dal resto dell'aula. Il soffitto dell'aula è a botte con spicchi di vela in corrispondenza delle aperture finestrate. La sagrestia ha una copertura sul tipo della volta a vela ad assi incrociati su pianta quadrata. La zona altare sopraelevata, ha una copertura a volta.
Nell'anno 1618 si costruì il rustico della chiesa di Sant'Anna che sarà terminata nel 1624. Certamente esisteva colà un'altra chiesetta più piccola della quale si salvò l'affresco dell'altare maggiore, dipinto nel secolo precedente e la parte inferiore del campanile inglobata fra la sacrestia ed il presbitero. Questi rifacimenti di oratori di periferia, in generale non distruggevano l'affresco principale venerato dal popolo e, per evidente risparmio serbavano il vecchio campanile. Adattandolo in maniera curiosa alla nuova costruzione: si vedano esempi analoghi e vicini a noi alla Madonnina di Fusine, in quella di Colorina e nella chiesa di San Matteo in Valmadre (1).
S. Anna è ricordata il 26 luglio.

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Chiesa parrocchiale di S. Agostino

agostino1La pianta esterna è ormai un quadrato interno, escluso l'altare, risulta simmetrico sia in lunghezza che in larghezza. L'aula centrale quadrata termina su una copertura circolare schiacciata. Il tipo architettonico rasenta la pianta a croce latina ma con somiglianza - dato che l'aula è alquanto quadrata - con la croce greca. La zona altare ha una copertura a botte con due spicchi di vela. Il pavimento è marmette. Vi sono due confessionali in legno intagliato con colonnine tortili e capitelli floreali e la scritta in rilievo: ERIT SO-LUTUM ET IN COELIS. Sulla volta il battesimo di Cristo con S. Giovanni Battista. Nella cappella dell'altare sinistro vi è una tela mistilinea di Cesare Ligari con la Madonna col Bambino e nell'altro lato la statua di S. Luigi. Nella cappella di destra vi è la Madonna con Bambino (la cappella è uguale alla suaccennata di sinistra) e nelle due nicchie vi è la statua del Sacro Cuore e quella di S. Giuseppe. Nell'apertura in vetro-mosaico è rappresentata l'apparizione della Madonna di Lourdes. Nelle due cappelle, ai lati, vi sono i busti dei quattro evangelisti che sono affrescati anche in corrispondenza della volta dell'aula. Nel grande affresco circolare , sull'aula, è rappresentata la Trinità con S. Agostino e un nugolo di putti. Il pulpito è in scagliola policromata. Sopra le lesene risaltano capitelli floreali, una cornicetta in stucco ed una cornice aggettante che segue l'imposta della volta. Vi sono due scanni del celebrante in legno intagliato con colonnine tortili e portano lo stemma della famiglia Sertoli e la data del 1686. la balaustre sono di marmo. L'altare maggiore è in marmi policromati e tiene una grande tela mistilinea di Pietro Ligari con la Madonna con Bambino tra S. Agostino, un soldato, un putto e S. Tommaso ed è datata 1742. Sopra la tela vi è la serliana in vetro policromato con la croce centrale e ai lati S. Agostino e s. Tommaso. Ai lati dell'altare maggiore vi sono altre due tele di Pietro Lgari: una con L'annunciazione della gravidanza di S. Anna e l'altra rappresentata la nascita di Maria. Sulla volta dell'altare c'è un affresco con S. Agostino e S. Tommaso.

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I Capitelli

CAPITELLO AL MAGGENGO ARALE (proprietà del Sig. Pierino Trivella)

capitelloA1Quando, nella fitta nebbia che sale dal fondo valle accompagnata dal fragore del Cervio, i gonfi goccioloni si staccano dai pini che ti circondano infrangendosi sull'ombrello, io, soffermandomi dinanzi alla Tua immagine, rivivo il rumore dei flutti del Rio del la Plata che s'infrangono contro il molo, l'allontanarsi della motonave Ugolino Vivaldi che mi ospitò per venti giorni lasciandomi in compagnia dei miei mesti pensieri a vagare sotto la pioggia alla fioca luce dei lampioni del porto.
Angosciato, pensavo agli anni della guerra che trascorsero lenti e densi d'eventi, a ciò che rimaneva dei palazzi di Milano le cui vestigia erano configurate da tronconi di muri ridotti a contenitori di macerie, ai sei giorni trascorsi a Genova in attesa d'imbarco causa lo sciopero dei marittimi, alle vicende politiche collegate alla bussola elettorale, agli affetti famigliari, alla giovane sposa lontana, alla recentissima perdita di un figlioletto e all'imponderabilità del futuro che mi attendeva.
Temprato dalle vicissitudini, la nuova Patria mi accoglieva senza pregiudizi, mi ammirava sapendomi italiano ed io ero orgoglioso d'esserlo.
Ero un'immigrante a Buenos Aires nell'amata ed allora opulenta Argentina: era la notte d'inverno del 29 giugno 1948, giorno di San Pietro.
Anno 1998: dopo cinquant'anni, a metri 1.500 s/m, assecondato benevolmente dall'Amministrazione di Cedrasco nell'arduo espletamento delle pratiche, ho inteso rievocare in forma modesta ma tangibile, l'inizio di un'avventura che mi accomunava a migliaia e migliaia d'altri nell'immediato e difficile dopoguerra. Se poi quest'opera servirà a ridestare qualche interessi per questi luoghi in via d'abbandono, ne sarei doppiamente appagato.

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Gli affreschi

affresco1Restauro conservativo dell'affresco
Il dipinto raffigura l'apparizione della Madonna con Gesù Benedicente ed una Santa a due figure maschili, al momento troppo degradate per essere riconosciute. I tratti delle pennellate sono molto semplici ma gradevoli, quasi tutto il dipinto è reso con i contorni delle figure in rosso, non vi sono molte sfumature chiaroscurali, le figure si stagliano da un fondo giallo nel quale si disperdono alcuni angioletti. La parte bassa del dipinto è quasi completamente perduta. Vi sono molte cadute di pellicola pittorica con l'intonaco che le fa da supporto, punti in cui emerge un intonaco sottostante di preparazione evidentemente troppo liscio perchè l'intonachino vi facesse buona aderenza.
L'intervento che si propone consiste nel preconsolidamento della pellicola pittorica seguito dalla pulitura e quindi dalla stuccatura delle lacune più importanti. Laddove la superficie risulta erosa tipo pitting, si propone l'integrazione pittorica a velatura in sottono con l'impiego di acquerelli, in modo da restituire unità di lettura alle immagini.
Non sarà possibile ricostruire le immagini ove le lacune siano tali da non permettere la ricostruzione con certezza, come sulle parti basse del dipinto.
Una volta realizzate tutte le operazioni necessarie al restauro conservativo, si propone la protezione del dipinto dagli agenti degradanti con la stesura di una resina acrilica non filmogena stabile agli UV.

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Itinerario di visita

itinerario1L'itinerario parte dal posteggio sito in Via Singelle (km 0,0) presso la fermata degli autobus da cui ci si immette a sinistra sulla Strada Provinciale 14 Pedemontana delle Orobie.
Oltrepassato il ponte sul torrente Cervio, ed entrati in comune di Fusine, si svolta a destra (km 02) costeggiando l'argine del corso d'acqua per raggiungere il nucleo rurale di Gherbiscione (km 0,6). Si prosegue quindi per la strada che si snoda tra i campi e giunge all'incrocio con la Strada Provinciale dove si svolta a sinistra (km 1,5) e poi a destra in via Conventi (km 1,7) per poi riattraversare il corso del Cervio (km 2,2).itinerario2
All'uscita del ponte si svolta a destra in salita (km 2,3) per poi intraprendere a sinistra la via Roma ed arrivare alla Chiesa di Sant'Agostino (km 2,3). Scendendo a sinistra in via Veneto e, lasciate sulla sinistra le caratteristiche architetture rurali di via Singelle, si prosegue fino ad oltrepassare il cimitero (km 2,7).
Ripresa la Strada Provinciale 14 si giunge alla bella Chiesa Di 5. Anna (km 3,0) e poi, sul lato sinistro della strada, al Capitello alle Careggine (km 3,4). Ritornando al paese si costeggia sulla destra il nucleo abitato arrivando all'incrocio dal quale si accede al luogo di partenza (km 4,4).

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EX mulino Oberti Carmelino

mulino1L' intervento in progetto è volto a restaurare L'ex Mulino Oberti Carmelino, sito in Via V. Veneto all' interno del centro storico di Cedrasco.
Si prevede un intervento conservativo per rallentare il degrado, che in questi ultimi anni si è fatto più preoccupante, soprattutto per quanto riguarda la copertura e i solai. Il restauro conservativo, oltre a rivalutare il fabbricato, conservando le sue originali funzioni, si interessa anche del territorio circostante per rivalorizzare le tradizioni, gli usi e costumi della popolazione locale.
Il progetto rispecchia gli obiettivi e le finalità  proposte dal Piano di Recupero del Centro Storico di Cedrasco. L' Amministrazione Pubblica per evitare lo spopolamento, nel centro storico, concede agli abitanti la possibilità  di recuperare gli edifici, per nuove abitazioni, limitando l''uso delle aree esterne a vantaggio della salvaguardia del territorio comunale, attraverso interventi di recupero e di cambio di destinazione d' uso. Nello stesso tempo l'amministrazione non vuole giustificare una dissennata speculazione edilizia per i fini abitativi; ma vuole recuperare i valori storici ed artistici dei beni che costituiscono un importante fattore culturale ed ambientale. In quest'ottica si inseriscono dei progetti speciali per favorire il recupero del centro storico e la sua fruizione da parte dei residenti.

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Le chiese

chiese1Cedrasco si staccò dall'arcipretale di Berbenno nel 1454 divenendo cosଠparrocchia autonoma con una propria chiesa. L'attuale parrocchiale di Cedrasco è dedicata a S. Agostino e risale al sei-settecento, modificata, ampliata e abbellita su edificio preesistente.
Infatti già  nel 1589 il vescovo Ninguarda ricorda che in Cedrasco "vi sorge una chiesa dedicata a S. Agostino vescovo…". Probabilmente Cedrasco anche nel XIV-XV secolo aveva perciò una chiesa e senz'altro sorgeva sul luogo dell'attuale parrocchiale, ma di cui non rimangono più tracce. Attualmente nel comune di Cedrasco nell'omonima parrocchia ci sono quattro chiese. La più antica è la ricordata parrocchiale di S. Agostino; a questa si affianca la chiesa di S. Anna che risale al 1618. vi è poi la chiesetta dell'Immacolata in località  Campelli a quota 1264 s/m, risalente al XVIII secolo e per ultima la chiesa dell'Ausiliatrice, in località  Gherbiscione, sorta nel 1919.
Cedrasco ha 496 abitanti per una superficie di Ha 1477.
Nel 1589 il vescovo Riguarda annotava che: "A sinistra del paese di Fusine, un miglio più avanti nella zone di Postalesio, vi è un altro paese chiamato Cedrasco con centoquaranta famiglie tutte cattoliche: vi sorge una chiesa dedicata a Sant'Agostino Vescovo e via fa da rettore il sac. Benedetto Robustelli do Grosotto (1)".

I capitoli del 1531 per il parroco di Cedrasco
Qui di seguito si riportano i capitoli sottoscritti dal sc. Sebastiano di Olgiate nuovo parroco di Cedrasco. Sono tolti dal notaio di Caiolo Silvestro d'Ambria e risultano i primi che sono stati trovati a riguardo del curato di Cedrasco.
chiese2Si notino le processioni a San Vittore di Caiolo, a San Rocco di Fusine ed a San Gregorio di Berbenno o di Alfaedo, per antichi voti promessi dal popolo di Cedrasco, certamente, visti i santi sopra accennati, in occasione delle ricorrenti antiche ondate di peste.
Durante le domeniche di quaresima il parroco cantava la messa domenicale alla cappellina di Sant'Anna, davanti all'affresco del sec. XVI che ancora si ammira adesso: si ricordi che l'attuale chiesa fu costruita nel 1618 inglobando l'affresco antico.
Ogni prima domenica del mese, il curato doveva cantare messa all'altare della Madonna: la statua di quell'altare doveva essere quella piccola ed antica che si ammira attualmente in una nicchia laterale sinistra della chiesa. Il parroco doveva tenere la scuola ai giovani gratuitamente. Brutale era l'obbligo che si imponeva al parroco di ricevere in canonica una donna onesta, solo una volta al mese, perchà© gli lavasse e gli aggiustasse gli abiti, pena, per ogni trasgressione, la multa di un ducato d'oro.
"In hospitiis" vien tradotto "quando il parroco si ritira": potrebbe forse meglio tradursi "quando va in trasferta in albergo per necessità  della parrocchia". Il salario era di oltre 60 lire imperiali da riscuotersi a San Martino.
chiese3I capitoli del 1591 per il parroco Antonio Job, impongono le medesime processioni di quelle di 60 anni prima per il parroco Sebastiano e gli stessi impegni verso la chiesa di San Pietro, sono però aggiunte le processioni che si devono fare gratuitamente per implorare la pioggia " causa arriditatis seu sucti". Mancano i 14 legati verso alcuni benefattori della parrocchia come nei capitoli antichi.
Si celebra ancora a Sant'Anna la quaresima e all'altare della madonna ogni prima domenica del mese. per ogni sepoltura l'offerta era di 10 soldi imperiali ed al curato spettava la metà  della cera dei funerali. si spiega che i vesperi si devono celebrare in ogni vigilia di festa principale e nei giorni festivi. Il parroco non può assentarsi dalla parrocchia di notte, senza speciale licenza del decano. Non si parla più di domestica mensile, ma si afferma solo che il parroco deve stare lontano dalle donne disoneste. Il salario era di scudi 55 d'oro, da riscuotersi metà  alle calende d'agosto e l'altra metà  a quelle di gennaio".(2).

NOTE
(1) L. Varischetti, N. Cecini (a cura di), La Valetellina, op. cit., p. 72
(2) G. Da Prada, La Magnifica…,op.cit., Vol. IV, 1985,p.97

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